Appello per il sostegno e la solidarietà agli atleti palestinesi presenti a Roma
Oggi Gaza ? a Roma. Oggi i sette giovani calciatori palestinesi che hanno partecipato ad una campagna di pace e di sport nel nostro Paese non possono ritornare alle loro case. Le operazioni militari israeliane in corso a Gaza e le 24 ore concesse dall?ultimatum di Olmert, sembrano disegnare la tragica sorte di intere comunit? palestinesi: proprio quelle da cui provengono gli atleti che sono ospiti a Roma. Non si tratta soltanto di tornare a casa dai propri cari, si tratta anche di raggiungere intere comunit?, assediate continuamente nel proprio territorio, in cui ogni giorno si contano nuove vittime civili.
Le frontiere che separano la striscia di Gaza dall?Egitto sono chiuse, le citt? e le strade sono presidiate dai mezzi pesanti dell?esercito israeliano; Gaza ? ormai una prigione a cielo aperto da cui non si esce e neanche si entra, cos? come non passano cibo e medicinali, dove il silenzio dei governi occidentali ? ormai da considerarsi complicit?.
Per questo la squadra di calcio Free Palestine non pu? ripartire, finch? non saranno riaperte le frontiere e finch? non saranno garantite le condizioni di sicurezza per il loro rientro. Le associazioni che finora hanno organizzato e garantito lo svolgimento della carovana di sport e pace ?Altri Mondiali? chiedono, in particolare al Ministero degli Esteri cos? come a tutte le Istituzioni nazionali e cittadine, di dare un concreto segnale di aiuto e di assunzione di responsabilit? politica, sostenendo la permanenza in Italia dei giovani palestinesi di Gaza e soprattutto chiedono che si levi una voce forte e chiara da parte del Governo Italiano nei confronti della situazione di guerra ed apartheid totale che la popolazione dei Territori Occupati vive ormai da anni ed oggi tragicamente precipitata.
Ricordiamo che il progetto ? realizzato con il contributo della Regione Lazio e della Provincia di Milano, con il Patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana, del Senato della Repubblica, Comune di Roma, Regione Toscana, Comune di Pisa, Comune di San Giuliano (PI), Comune di Cologno Monzese (MI), Comune di Carugate (MI), Comune di Cinisello Balsamo (MI), Provincia di Macerata, Comune di Morrovalle (MC), Comune di Montecosaro (MC), Comune di Monte San Giusto (MC), Comune di Lanciano (PE), UISP (Milano, Lanciano, Pisa, Roma), CSEN Roma.
Confidiamo in una risposta a brevissimo termine perch? oggettivamente la situazione lo richiede.
Per adesioni, contatti e informazioni i riferimenti telefonici sono:
Cristiana Cortesi 3282325791
Davide Massatani 3480523990
Niccol? Garufi 3471307592
I promotori: Associazione culturale ?Rosso 2000?, Associazione Jalla Onlus, Associazione Salah Onlus, Associazione ?Altropallone?
il numero di conto corrente postale ?
71497242 ABI 07601 CAB 03200,
intestato ad Associazione culturale Legal Aid via M.D. Rossi 9 - 00174 Roma.
Ricordatevi di far specificare la causale,
“SOSTEGNO F.C. FREE PALESTINE”
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Diario dalla striscia di Gaza
Gaza 29.06.06
La notizia del congelamento delle operazioni militari che stava preparando israele per questa terza notte del “summer rain operation”, e’ giunta mentre tutti i telegiornali (quelli italiani e europei, davano la notizia della forte escalation militare in corso…in effetti e’ in corso, pero’ solo il fatto di aver pronunciato un ulteriore rallentamento da parte di israele sulla possibilita’ di una invasione nella zona nord, e’ stata accolta e sentita dalla gente nel migliore dei modi…considerando l’aria afosa, la gente si e’ riversata nelle strade per cercare un po’ di questo congelamento!!!
Probabilmente e’ solo un trannello di israele, forse e’ un po’ la pressione che timidamnente qualcuno ha espresso nei vari summit…piu’ che pressione, opinione contraria….o forse e’ la dimostrazione che basterebbe cosi poco per cambiare i giochi in tavola, considerando anche la richiesta che viene dall’altra parte del paese e cioe’che il soldato deve tornare a casa vivo,… che ha dato comunque un po di respiro a questo inferno.
Da molte ore le sound bomb non vengono tirate, … ogni tanto parte un colpo di cannone, oppure F16 e apachi sorvolano inquieti, pero’, dopo il vergognoso arresto di molti rappresentanti del legittimo governo palestinese, le parti si sentono pari e si mettono in attesa per uno sblocco della situazione.
Questa sara’ una strana lettura, pero’ e’ una situazione percettibile.
Nonostante il grosso danno alla rete elettrica… che i palestinesi si sono adoperati subito a riparare alla meglio, razionando e dando un po luce a ciscuno e considerando la grave crisi umanitaria che si sta avvicinando se continua questa morsa, ma ormai consolidata per la precedente chiusura, lo spiraglio di poter ancora cambiare le sorti, o di poter fare un accordo tra le parti, rende pieni di speranza, e nello stesso tempo, anche se ormai troppo abituati al cambiamento repentino di una situazione, richiede di pensare al meglio.
Inutile dire che purtroppo sono giochi gia’ visti e rifatti, pero’ la bruttissima manovra israeliana degli arresti dell’ intero governo di ramallah, ha messo ancora una volta in grossa difficolta’ israele nel compimento di atti senza senso.
Prima la inaspettata operazione palestinese, poi il riconoscimento dei confini e dello stato di israele, e intanto il sequestro che pone di fronte ad una soluzione immediata ma giusta, fa di questo posto ancora una volta una scacchiera di giochi internazionali per il quale non si sa ancora che futuro aspettarsi….
E mentre gli F 16 continuano a sorvolare nervosi sopra le nostre teste, e a sganciare missili nonostante il congelamento, ci si appresta a passare un’altra notte, nella speranza di svegliarsi fuori da questo incubo.
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30.06.06
Sono passati solo pochi minuti dalla passata speranza, quando l’elicottero che appunto incombeva sulle nostre teste, ha lanciato l’ordigno sugli uffici del Ministero degli Interni a Gaza City. La notte e’ poi passata con esplosioni di sound bomb e caretterizzata soprattutto dalle notizie convulse di preparaione all’attacco, e reale attacco. Attesa per i colloqui e la mediazione egiziana. La cosa piu’ allarmante chiaramente sta diventando la situazione umanitaria. Stanno finendo le scorte e di conseguenza il razionamento del gasolio e’ sempre piu’ diluito.
Praticamente siamo stati senza luce durante tutta la giornata.
Questo sta causando grossi problemi soprattutto nelle strutture pubbliche sanitarie, nelle quali stanno finendo le scorte sia per il funzionamento dei generatori, sia i materiali necessari per l’emergenza. Ci sono alcune manifestazioni all’interno di Gaza, da parte della popolazione che chiede l’intervento della comunita’ internazionale.
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01.07.06
Ancora rimandata l’invasione della zona nord di Gaza, vengono pero’ lanciate per tutta la notte e durante la giornata, cannonate di “disturbo”. Una pressione molto forte nei confronti della popolazione. Una pressione psicologica che e’ tesa a far crollare la sopportazione, che aggiunta all’aumento di disagio umanitario, viene vista ancora una volta come punizione collettiva per tutta la popolazione.
Israele rifiuta la trattativa, cosi continua l’ assedio che sempre di piu’ stringe tutta la striscia. Non c’e’ modo di pensare ad una differente possibilita’ di risoluzione. Intanto continua a dimunuire il carburante per gli ospedali e le ore di uso di elettricita’, che chiaramente comporta una catena di disagi, l’impossibilita’ di pompare l’acqua, sia per i pozzi agricoli che per i rifornimenti dei serbatoi dell’acqua per le abitazioni.
Nei negozi comincia a scarseggiare anche il cibo, considerando che l’embargo era gia’ iniziato precedentemente a questa operazone, e quindi comunque si fa sempre piu’ grave, di giorno in giorno la situazione alimentare. Esiste inoltre il problema che la gente non ha soldi per comprare, qualsiasi cosa e quindi anche se i negozianti fanno credito alla gente, non ha comunque soldi per i rifornimenti…che comunque cominciano a risultare difficili per la chiusura di Karni.
Le trattative intanto pare non vadano avanti, e’ stato chiesto dai palestinesi la liberazione di 1000 detenuti, quindi e’ stato alzato il prezzo del riscatto per la liberazione, cosa che ha indotto israele a pensarea ad una liberazione diretta dell’ostaggio…ma dove lo trova e come puo’ pensare di accedervi senza fare un strage da una parte e dall’altra???
In serata si viene a sapere che dopo l’incontro con il responsabile dell’Unione Europea e’ stato chiesto uno scambio soldato contro i ministri illegalemente arrestati…..chiaramente israele ha giocato di strategia…avere in mano qulacosa di “accettabile da dare indietro, e’ sempre meglio di niente.
Intanto la gente, se prima pensava che hamas avesse fallito con il proprio governo, e anche nella gestione dei primi mesi, avendo portato la popolazione alla miseria e poi allo scontro interno, adesso, questa azione e questa immediata risposta di israele, ha fatto cambiare idea ancora una volta….”Israele non ha nessuna intenzione di arrivare a colloqui o trattative di pace. Siamo sicuri che qualsiasi nostra opinione e posizione sia condannata e attaccata dal governo israeliano, che vuole solo la nostra distruzione come popolo”…
Intanto al sud, zona Khan Younis, i carriarmati stanno avanzando e si registrano i primi scontri sul terreno tra palestinesi e israeliani.
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02.07.06
Questa notte e’ stato attaccato l’ufficio di Hanye, simbolo del Governo Palestinese, una scuola di formazione maschile e femminile “Al Arkam” nel quartiere di Shejaya e altre strutture di appartenenza ad Hamas. E’ un chiaro attacco alle struttura di Hamas in tutte le sue parti. Inoltre Israele sta pensando in queste ore di attaccare direttamente i soggetti, capo del governo compreso e questo comportera’ una ulteriore escalation della situazione.
Israele sa bene che se cominciano ad attaccare le persone, questo comportera’ anche una risposta e resistenza da parte della popolazione, cosa che fino ad ora era rimasta molto limitata e che sicuramente portera’ gravi conseguenze e perdite da una parte e dall’altra.
La mediazione internazonale non sembra essere molto ascoltata, e anche quella egiziana e’ per il momento fallita anche se stanno continuando i colloqui. Ancora una volta con questa azione israele ha rafforzato la convinzione che debba continuare questo attacco e assedio; la convinzione che Israele abbia solo intenzione di buttare giu’ hamas e di imporre ancora una volta la propria legittimita’ contro quella palestinese. Anche se non tutti sono d’accordo con il governo hamas, e anche con la politica del rapimento, sanno bene che se non interviene la comunita’ internazionale a fermare questa escalation, Israele non si curera’ di quello che puo’ accadere.
Secondo quanto e’ annunciato, oggi dovrebbero riuscire a far passare un po di scorte di carburante per il funzionaemnto degliospedali, che ormai sono min totale crisi. Questo pero’ per il momento non e’ certo, vista la pressione di queste ultime ore da parte di israele di attaccare con tutele forze.
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di Meri Calvelli cooperante dell’ONG CRIC nella Striscia di Gaza
- 4 Luglio 2006
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