La lega nord e la scoperta del cinematografo

Scritto da vincenzo

In un Sabato di Maggio, Bergamo sta per subire in silenzio l’ennesimo indottrinamento all’odio messo in atto da esponenti di primo piano della Lega Nord.
La città che ci piace, la gente che ci segue da anni, gli amici migranti, dicono NO a questo scempio della convivenza.

Ammantati da un’ aura di ufficialità e da uno slancio culturalmente impegnato, i degni compari della destra più intollerante e populista, si improvvisano promotori del cinema (italiano) mettendo insieme un’inziativa che di culturale e informativo ha ben poco.

Con un’operazione tutta autocelebrativa la Lega Nord convoca tutto il gotha dell’ignorantia padana per la presentazione di un filmone apparentemente serioso e pregno di contenuti “censurati” dal mercato cinematografico italiano.
Il film in questione, “Il mercante di pietre” di Renzo Martinelli (già autore di kolossal quali il riuscitissimo “Vajont”) affronta in modo spudoratamente razzista e pregiudizievole (tanto da ottenere perfino lo sdegno di Gianfranco Fini) il tema del fondamentalismo religioso, fornendo un quadro della questione islamica totalmente fuori della realtà, in un momento quantomai difficile per il cammino versoun’integrazione
culturale pacifica e costruttiva del mondo islamico in Italia.

Non entreremo nel merito della qualità artistica del film (peraltro già stroncato dalla critica e ritirato dalle sale in tutta fretta dai distributori), ne ci porremo come censori invitando a non assistere alla provocazione.
L’intento è quello di porre l’accento sulla QUALITA’ dell’evento stesso: siamo infatti stanchi di assistere al
modo bieco in cui la Lega Nord sfrutta polemiche, provocazioni e polveroni vari per propagandare il suo messaggio di intolleranza millenarista, riversando nelle strade di Bergamo l’ennesimo fiume di ignoranza.

Dopotutto ben conosciamo i soggetti in questione, colleghi di quel “gentiluomo” di Calderoli che anche a
Bergamo fece parlare di sè per la sua eleganza il 20 Gennaio: cavalcare la risonanza delle “sparate” più grosse e delle proteste più rumorose non rientra nelle nostre pratiche, non rientra nel nostro stile.
Bisogna fare molta attenzione a chi, con la scusa di informare e supportare poveri registi emergenti perseguitati per la loro opera di disinformazione, strumentalizza e distorce la realtà: puntare l’indice contro una cultura diversa definendo terrorista chiunque non sia “religiosamente” allineato, non ci pare cosa da nulla, soprattutto se la scoperta del cinematografo arriva con qualche anno di ritardo.

Bergamo, la nostra città, sa far vivere manifestazioni cinematografiche di rilievo internazionale (come il Bergamo Film Meeting e corto potere) invitando ospiti importanti a presentare le loro opere e contribuendo
in modo assolutamente fondamentale alla diffusione di una cultura visiva e comunicativa sana e di qualità, proprio quando in Italia imperversano fiction revisioniste (la serie sulle foibe ne è un esempio) e reality show imbarazzanti.

Lo stesso Pacì Paciana continua da anni l’esperienza di pacianaCinema, proponendo film di qualità indiscussa e momenti di approfondimento reale a partire dalle relazioni costruite durante il nostro decennale percorso di lotta e conflitti: non facciamoci fregare dalle strumentalizzazioni più o meno razionali da parte di chi fa parlare di sè per solo per l’odio che propina.

Consci del fatto che l’unica vera e possibile risposta a questi razzisti sia una risposta di tipo culturale, invitiamo tutti Domenica 6 Maggio alla proiezione di “Paradise Now” di Hany Abu-Assad e alla presentazione del rapporto sul viaggio in Palestina che ci ha visto protagonisti meno di un mese fa.
Seguiranno per le tre domeniche successive, altrettanti film sulla questione islamica.

csa Pacì Paciana - pacianaCinema

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