Bergamo, 20 luglio 2007 - Spazi di memoria

Scritto da vincenzo

Occupato temporaneamente “spazi di memoria” ieri sera in via ss Maurizio e Fermo. Grande partecipazione per non dimenticare Genova 2001. Di seguito il comunicato del Paci’Paciana, una delle realta’ che hanno aderito e promosso l’iniziativa. Alla prossima…

“Ordine Pubblico e Sicurezza”, in nome di queste due parole d’ordine sei anni fa a Genova il pi? grande e variegato movimento politico e sociale extraparlamentare degli ultimi decenni veniva brutalmente aggredito e represso da un vero e proprio esercito, composto da Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, forze Speciali… conscio di poter agire con agghiacciante impunit? nel realizzare quello che Amnesty International ha definito come “La pi? grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale”.

Lo sapete tutti, un ragazzo di vent’anni ucciso e centinaia di persone picchiate e arrestate indiscriminatamente.

Fatti di una tale gravit? sono difficili da nascondere e, a distanza di sei anni, ci sono ancora molte cose da dire: lo dimostrano i processi ancora in corso ai manifestanti, le rivelazioni dei nuovi “pentiti” tra le forze del disordine, le telefonate di servizio pubblicate di recente. A tutti gli effetti, quello che sta piano piano uscendo, ? quella tesi che da anni il movimento porta avanti: in quei giorni qualcosa non funzion? come doveva, in quei giorni qualcuno prese decisioni sbagliate che cambiarono la storia, in quei giorni chi doveva garantire sicurezza viol? palesemente le leggi che vigono nella democrazia italiana.

Nel 2007, in nome di “Ordine Pubblico e Sicurezza”, Uomini dello Stato si prodigano ancora in violazioni e abusi di potere, come recentemente emerso nella nostra provincia con la vicenda dei Carabinieri di Calcio; nella febbre securtaria che stanno vivendo le nostre citt? “Ordine Pubblico e Sicurezza” sono i cavalli di battaglia delle politiche di controllo e di repressione che gravano anche sugli spazi sociali e su chi, alla luce del sole, traccia percorsi politici altri, oltre che sulla privacy e i diritti civili di ogni persona.

Eccoci qui allora a ribadire con forza che ricordare questi eventi non ? un momento di autocommiserazione, ma di presa di coscienza e informazione, di trasmissione di memorie, pratiche e sensazioni che non possono perdersi e sopirsi nel tempo.
Alcune realt? politiche informali, condividendo il bisogno comune di affermare che la memoria ? un ingranaggio collettivo, e convinti che la pratica dell’occupazione riporti in vita spazi dimenticati, hanno deciso di restituire per una notte alla gente lo spazio in cui ti trovi.

uno spazio di memoria. una narrazione attiva.

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