la fiera degli orrori - comunicato
Genova, luglio 2001.
Italia, luglio 2008.
Sono passati 7 anni dalle giornate della contestazione al G8 di Genova, dove le strade brulicavano di manifestanti, chi con le mani pitturate di bianco, chi con cartelli per la salvaguardia del pianeta, chi provava ad opporsi al divieto di varcare i limiti della zona rossa, sognando un mondo non governato dal profitto…
Siamo andati a genova pieni di entusiasmo, siamo tornati carichi di rabbia: negli occhi scene di pestaggi indiscriminati, il sangue di Carlio Giuliani e tutti gli orrori di cui siamo stati testimoni.
Consapevoli di aver subito una repressione studiata a tavolino, in cui qualsiasi violenza in nome dell’ordine era lecita (il massacro della scuola Diaz e le torture di bolzaneto per citarne due…), abbiamo assistito a mistificazioni della realtà, all’arresto di manifestanti ingiustamente accusati di essere stati gli artefici della tragedia, a processi vergognosi per un paese che si definisce democratico.
E invece per ironia della sorte i veri responsabili di quello che successe in quei giorni sono ancora seduti sulle loro poltrone: parliamo di nomi illustri dell’attuale governo e degli esponenti dei partiti di maggioranza.
Se lo ricordano molto bene,loro, rimasti impuniti e senza nemmeno la rottura di una, seppur inutile, indagine parlamentare, gli stessi che ora cercano di riproporci, a sette anni di ditanza, lo stesso modello autoritario creando ad hoc l’“allarme sicurezza”.
Ci vogliono riproporre gli orrori di quei giorni genovesi, dove la teoria delle “poche mele marce” all’interno degli apparati di Pubblica Sicurezza ha trovato la sua consacrazione con l’assoluzione di due terzi dei poliziotti, funzionari, medici responsabili di quel che successe a Bolzaneto.
Il “decreto sicurezza” stilato dal governo di destra [con il beneplacito di numerosi ambienti “democratici” abitati da forcaioli, sindaci sceriffi e conservatori] stringe un cappio al collo dei cittadini stranieri inserendo il reato di clandestinità, rendendo via via sempre più impossibili le vite ai migranti, accanendosi contro i Rom, vero e proprio “problema mediatico” creato a regola d’arte con la complicità di mass media compiacenti e decreti che ricordano gli anni del ventennio fascista.
Torture, detenzioni arbitrarie, schedature indiscriminate tramite impronte digitali, razzismo di Stato: se a Genova pensavamo di aver visto l’orrore quello che ci aspetta è ancora peggio.
Le nostre città saranno invase dall’esercito, come in una qualsiasi dittatura.
Saranno sempre meno vivibili, meno sociali, più blindate, con più difficoltà di integrazione e quindi sempre più escludenti.
A 7 anni dalla’assassinio di carlo giuliani vogliamo riallacciare il filo interrotto e denunciare che anche Bergamo sta diventando sempre più chiusa e intollerante: operazioni di vera e propria “caccia” ai migranti, negazione di spazi di socialità in nome di una mentalità sempre più gretta e securitaria.
la “Fiera degli Orrori” è un’inversione di rotta, è un’opposizione reale a tutto quello che ci viene imposto, è un luogo sottratto al disuso che per due giorni sarà dedicato alla socialità, alla solidarietà, al ricordo delle giornate di Genova01 perchè la memoria è un ingranaggio collettivo. “fiera degli orrori” per raccontare a chi non c’era cosa è veramente successo, per riaffermare le nostre pratiche che sono caratterizzate dall’orizzontalità, dalla partecipazione e dalla riapproprazione di tempi e spazi di aggregazione libera e consapevole.
Occupare oggi, nel 2008, è provare a dare un segnale tangibile, è non dimenticarsi Carlo Giuliani ucciso dallo Stato, è iniziare a contrapporsi a tutti quegli orrori che ci stanno proponendo.
Perchè non si può rimanere a occhi bassi di fronte alla fiera degli orrori.
- 22 Luglio 2008

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