4 LUGLIO. L’INDIPENDENZA? A VICENZA SI CONQUISTA
Italia, giugno 2009
Sui nostri territori, ormai non solo del Nord Italia, avanza una cultura della paura che scava negli impulsi più gretti per fornire un’identità collettiva di tipo vittimistico. La Lega lavora culturalmente per affermare l’esistenza di comunità locali radicate nella tradizione (gli “indiani”) assediati da diversità culturali (i “cow boy”) che minacciano il loro ordine identitario e la loro stessa sopravvivenza. La creazione di questa frontiera immaginaria trova nel vuoto della conflittualità sociale uno spazio politico pericoloso.
Vicenza, 4 luglio 2009.
La città di Vicenza si è da tempo ribellata all’Impero. Gli Stati Uniti e il Governo italiano, anche di fronte ad una forte opposizione della città di Vicenza, continuano a perseguire il progetto della base militare di Dal Molin. Vicenza è assoggettata alle servitù militari. L’ordine imperiale crea delle enclave, delle frontiere entro i territori per affermare che le comunità sono a sovranità limitata, che non possono azzardarsi a progettare un’altra città slegata dalle logiche di guerra.
Il 4 luglio, giornata in cui gli statunitensi festeggiano la propria indipendenza dall’impero britannico, la città di Vicenza vuole decretare la sua indipendenza dall’impero militare statunitense, liberando la terra dalla presenza di una nuova base di guerra.
Per presentare l’iniziativa a Bergamo, raccogliere l’appello che arriva da Vicenza e ragionare e sulle forme dell’Altrocomune:
venerdì 26 giugno ore 18 – Sala Caccia di Palazzo Frizzoni (piazza Matteotti)
Assemblea pubblica
Introduce:
Pietro Vertova, consigliere comunale dei Verdi
Interviene:
Francesco Pavin, No Dal Molin
Promuovono:
C.S.A. Pacì Paciana, Millepiani, Rete Bassa
- 20 Giugno 2009


ciao ragazzi, mi piacerebbe molto tornare a Vicenza , dopo la manifestazione di 2 anni fa’.
purtroppo sono a piedi, vorrei sapere se qlc di voi andra’ o se orgeanizzate pulman…o altro …..
gentilmente potete darmi una risposta ?
grazie 1000.
Ciao Paolo, io ti posso dare un passaggio, ma prima facciamo tappa a Pechino a salutare in nostro amico Hu Jintao e chidergli se anche quest’anno riempirà i nostri cieli di anime fresche.
Ti aspetto e porta la bandiera rossa se no Hu Jintao si INCAZZA