1 marzo 2010 - 24h senza di noi - sciopero dei migranti
Il c.s.a. Pacì Paciana aderisce alla mobilitazione del 1 marzo, lo sciopero degli stranieri.
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?
Lunedì 1 marzo ore 18 SCIOPERO E MANIFESTAZIONE PACIFICA PER I DIRITTI DEGLI STRANIERI DAVANTI AL COMUNE DI BERGAMO (PALAZZO FRIZZONI)
Perchè? Per far capire l’importanza dei migranti per la nostra società e per la nostra economia; per un miglioramento delle leggi nel riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo nel nostro paese.
Come aderire se non ci si può astenere dal lavoro? Con l’astensione totale dai consumi: non usare il telefono, non fare la spesa, non mandare soldi al proprio paese… indossare qualcosa di giallo, colore apolitico della giornata primo marzo.
Contemporaneamente ad altri paesi Europei “La journée sans immigrés : 24h sans nous” - 1 Marzo GRUPPO DI BERGAMO - Movimento antirazzista e solidale verso i più deboli
e-mail: primomarzo2010bergamo@gmail.com
Siamo presenti anche in Facebook
website nazionale : http://primomarzo2010.blogspot.com
A questo movimento aderiscono persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico, immigrati, discendenti di immigrati e autoctoni: stranieri a volte anche dal punto di vista anagrafico, ma soprattutto per il senso di estraneità rispetto al razzismo, all’intolleranza e alla chiusura che caratterizzano il presente italiano.
Siamo accomunati dalla volontà di contrastare questo stato di cose, consapevoli dell’importanza dell’immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze discriminatorie e lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.
Noi condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l’utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione.
Ricordiamo che il diritto a emigrare è riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e che la storia umana è storia di migrazioni: senza di esse non ci sarebbe stato alcun processo di civilizzazione e costruzione delle culture. La violazione di questo e di altri diritti fondamentali danneggia e offende la società nel suo complesso e non solo le singole persone colpite.
Vedere negli immigrati una massa informe di parassiti e opportunisti o un bacino inesauribile di forza lavoro a buon mercato rappresentano impostazioni ugualmente immorali, irrazionali e controproducenti. Gli immigrati sono persone che lavorano duramente e svolgono funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come la nostra, singolarmente portatrici di proposte, idee, forza emotiva, linguaggi, interessi e parte integrante dell’Italia di oggi.
La loro fatica quotidiana deve essere riconosciuta e apprezzata. La contrapposizione tra «noi» e «loro» deve finalmente cadere nella consapevolezza che oggi siamo «insieme», impegnati a mandare avanti questo Paese e a costruire un futuro migliore.
Chiediamo che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone.
Per questo abbiamo dato vita a Primo Marzo 2010, Sciopero degli Stranieri: un collettivo che nasce già meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, G2 (seconde generazioni) e di essere aperto a chiunque ne voglia fare parte.
Il nostro primo obiettivo è organizzare per il Primo marzo 2010, in coincidenza con la francese Journée sans immigrés : 24h sans nous (alla quale ci ispiriamo e siamo collegati), una grande manifestazione di protesta dal respiro europeo. Vogliamo stimolare una riflessione seria su cosa davvero potrebbe accadere se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono e lavorano in Italia (nelle campagne, nell’edilizia, nei servizi alla persona e in molti altri settori strategici) decidessero di incrociare le braccia o di andare via.
Quel giorno faremo sentire la nostra voce in tanti modi diversi: con l’astensione dal lavoro e/o con lo sciopero degli acquisti, con l’esibizione di un contrassegno comune e/o con la presenza in piazza. Siamo organizzati in comitati cittadini e ciascun comitato sceglierà di orientare autonomamente la protesta nelle forme e nei modi più adatti alla singola realtà territoriale.
Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri si collega idealmente a iniziative simili che lo hanno preceduto e hanno avuto luogo in Italia (20 settembre 1989, Villa Litterno, sciopero degli immigrati contro il caporalato e la camorra, dopo l’assassinio razzista di Jerry Essan Masio; 16 maggio 2002, Vicenza, sciopero degli immigrati contro la legge Bossi-Fini) e all’estero (1 maggio 2006, milioni di immigrati, soprattutto ispanici, si fermarono negli Stati Uniti per protestare contro il reato di clandestinità e le politiche di esclusione).
- 24 Febbraio 2010


Grazie a voi per il preziosissimo contributo logistico, la vostra adesione e il vostro appoggio che hanno reso possibile la manifestazione di Lunedì 1 marzo. Grazie ancora