[dibattito] Amnistia per i Reati Sociali

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Ne parleremo con:

Gilberto Pagani (avvocato)
Italo Di Sabato (Osservatorio sulla Repressione)
un attivista di SupportoLegale
Brega (campagna 130.000)

bit.ly/12UnIjV

Mentre la classe politica italiana spreca parole a vuoto (come da tradizione) su indulto ed amnistia giocando sulla pelle dei detenuti e irridendo crudelmente le speranze e le aspettative di migliaia di reclusi (e dei loro famigliari), mentre le condizioni delle carceri sono in continuo peggioramento con suicidi, atti di autolesionismo, tensioni interne sempre crescenti, mentre la sofferenza dei detenuti viene tenuta a bada da dosi mostruose di psicofarmaci distribuiti a piene mani in tutte le galere italiane, mentre gli stessi sindacati di Polizia Penitenziaria invocano insistentemente misure di emergenza, mentre l’isteria securitaria degli ultimi 20 anni continua a farla da padrona in un’opinione pubblica impoverita ed incattivita dalla crisi economica, mentre la sinistra istituzionale ottenebrata da anni di anti-berlusconismo si è ormai quasi in toto convertita all’ideologia giustizialista e forcaiola, mentre l’ultima amnistia risale al 1990 e l’ultimo indulto al 2006…

Mentre tutto questo succede si diffonde la riflessione sull’urgente necessità di un’amnistia sociale.
Il peso giudiziario delle lotte degli ultimi 15 anni diventa infatti sempre più pressante.
Il caso più sconcertante è sicuramente quello legato alle 5 condanne definitive a pesanti pene detentive per il G8 di Genova del Luglio 2001 con il reato di “devastazione e saccheggio” ormai comunemente utilizzato dalle procure di mezza Italia per colpire gli episodi di scontro di piazza più duro. “Devastazione e saccheggio” tristemente sdoganati anche a Milano nel processo per i fatti di Corso Buenos Aires dell’11 Marzo 2006 con 16 condanne definitive a 4 anni di carcere. E non a caso lo stesso reato viene contestato anche agli arrestati per gli scontri del 15 Ottobre 2011 in Piazza San Giovanni a Roma.
Righe e righe si potrebbero scrivere sulla Procura di Torino e sulle imputazioni sempre più cervellotiche con cui si tenta di porre un freno alla lotta No-Tav.
Anche a Bergamo il fiato sul collo della Questura si fa sentire sempre di più e ogni situazione è buona per cercare di colpire – con le denunce – le lotte sociali.
Per concludere grida ancora vendetta il processo relativo alla caccia all’uomo avvenuta all’ospedale San Paolo di Milano la notte del 16 Marzo 2003 dopo l’omicidio per mano fascista di Dax. I compagni, oltre ad essere stati massacrati hanno anche subito due condanne e si trovano costretti a dover risarcire lo Stato (!) di 130.000 euro.

Tanti, quindi, i temi da trattare: da una spiegazione dettagliata sul senso dei provvedimenti di indulto ed amnistia all’indulto del 2006 ed ai luoghi comuni che lo circondano, da una classe politica concentrata esclusivamente sull’affaire Berlusconi ed ormai in preda ad un giustizialismo trasversale all’importanza dell’amnistia sociale, dall’ergastolo economico legato alle condanne pecuniarie nei processi (vedi il processo per i fatti del San Paolo dopo la morte di Dax e le condanne a 130.000 euro di risarcimenti) allo stato delle carceri italiane.

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