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MAPPIN’ I.V.G.: storie di interruzione volontaria di gravidanza

Non basta manco una nazione per tenerci buoni

MAPPIN’ I.V.G.: storie di interruzione volontaria di gravidanza

ivg

38 anni di non applicazione
38 anni. Sono tanti per un diritto sancito sulla carta, ottenuto con referendum, conquistato lottando e mai applicato nel pieno rispetto della salute psico-fisica delle donne e della legge stessa.
In Italia la situazione è di anno in anno peggiore e più passa il tempo più il diritto all’aborto è sempre meno applicabile.
E’ verosimile ipotizzare che, al massimo, tra quindici anni la legge 194 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza (I.V.G.) non sarà più applicabile per assenza di personale sanitario in grado di eseguire tale operazione chirurgica.
Succede perchè anche chi è ancora in fase di specializzazione in ginecologia può già dichiarasi obiettore, secondo ragioni non sempre dettate da credenze religiose.
Tuttavia, poichè l’apporto medico può diventare necessario anche in caso di aborto spontaneo, di malfunzionamento della pillola RU486 (aborto farmacologico) o di gravidanza per stupro, è importante fare chiarezza sull’accessibilità delle pratiche abortive.

Innanzitutto è fondamentale sapere che:
” Il certificato per sottoporsi a IVG può essere rilasciato anche da un medico di fiducia (ginecologo di fiducia, medico di famiglia, altro specialista).
Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prender parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 della legge n.194 e agli interventi di I.V.G. quando sollevi obiezione di coscienza (Art. 9) con preventiva dichiarazione da comunicare al medico provinciale o al Direttore Sanitario dell’Ospedale. L’obiezione di coscienza non può essere invocata quando, data la particolarità delle circostanze, il personale intervento del medico o dell’esercente delle attività ausiliarie sia indispensabile a salvare la vita della donna in imminente pericolo.
Inoltre l’obiezione di coscienza non esonera dall’assistenza antecedente e conseguente all’intervento.
L’obiezione, diritto irrinunciabile proponibile in ogni tempo (T.A.R. Puglia n. 88/1986) deve essere proposta, per avere effetto immediato, entro: un mese dal conseguimento dell’abilitazione, ovvero, un mese dall’assunzione presso l’ Ente che deve erogare la prestazione. Se proposta fuori termine, produce effetto solo dopo un mese dalla presentazione. Può essere invece revocata in ogni momento con effetto immediato.”

Ma tutto ciò nella pratica quotidiana viene ignorato ed i medici si rifiutano, spesso, di fare anche ciò che spetta loro per dovere.
La radicale diminuzione di strutture sanitarie pubbliche in cui viene garantita l’I.V.G. e i prezzi proibitivi di quelle private, inducono le donne a ricorrere alle antiche vie del circuito clandestino, con elevati rischi e ripercussioni per la salute.
Per di più, lo stato italiano, lo scorso 15 gennaio, ha emesso un decreto legislativo che prevede una sanzione compresa tra un minimo di 5 mila euro e un massimo di 10 mila. Oltre al danno…la beffa!

Il nostro intento è perciò quello di individuare sul territorio bergamasco i servizi che applicano la legge 194, individuarne l’iter di accesso e infine raccogliere tutte le informazioni in un vademecum pubblico e fruibile.

Come funzionano davvero questi servizi? Consultori compresi.
Cosa e come dovrebbe cambiare perchè questo diritto possa essere applicato nella sua interezza?
Come poter eliminare il trattamento di serie B che viene riservato ai non obiettori in ambito lavorativo?
Quanto pesano le ingerenze di associazioni pro-vita all’interno di ospedali pubblici?

E’ per questo che ci piacerebbe raccogliere anche le storie e le esperienze di chi affronta o ha affrontato il processo abortivo.
Ci rivolgiamo a donne (e loro partner) che si sono trovate nella situazione di dover abortire per una gravidanza non desiderata, per un aborto spontaneo che ha richiesto la medicalizzazione, per un aborto terapeutico e per una gravidanza conseguente ad uno stupro.

Ci rivolgiamo al personale medico non obiettore per capire come vivono la situazione sul posto di lavoro.

Ci rivolgiamo agli studenti e alle studentesse di medicina perchè ci raccontino la loro scelta.

Di silenzio si muore, di non applicazione della 194 anche, come prima del 1978.

SE VOLETE CONTRIBUIRE ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO PROGETTO, INVIATE LE VOSTRE NARRAZIONI A QUESTO LINK
Il sistema di raccolta garantisce l’anonimato e impedisce l’accesso all’indirizzo del mittente.

Saranno pubblicate SOLO ed ESCLUSIVAMENTE le storie per le quali ci verrà comunicato esplicito consenso.
Sarà nostra premura oscurare i dati sensibili eventualmente presenti negli scritti (per esempio i nomi del personale ospedaliero, del soggetto narrante e di altre perosne eventualmente coinvolte).

Vi invitiamo infine all’incontro “Sessualmente educat@” che si terrà il 2 Aprile presso il c.s.a. Pacì Paciana;  parleremo di 194, contraccezione, anatomia e anorgasmia. Racconteremo storie e ne ascolteremo. Sarà inoltre possibile reperire materiale informativo.

C.S.A. PACÌ PACIANA

SIAMO TUTT@ TRANSFEMMINISTI!

    Una risposta.

    1. bea ha detto:

      complimenti e grazie per il vostro prezioso lavoro di ricerca!!!

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