Liber* tutt*, liber* subito! La Valle non si arresta! No TAV!

Oggi pomeriggio tre persone sono state fermate a Bergamo e portate in questura mentre dipingevano una scritta No Tav su un muro abbandonato in solidarietà alla lotta della Val di Susa e agli arrestati degli scorsi giorni.
La polizia è intervenuta in modo intimidatorio e gratuito prendendosela con le tre persone che volevano comunicare nello spazio pubblico la solidarietà per una lotta a difesa del territorio.
Chiediamo la liberazione immediata dei tre fermati!

Liber* tutt*, liber* subito!


Aggiornamento: poco dopo le 18 i tre fermati, dopo essere stati denunciati, sono stati tutti rilasciati. Le vostre denunce non fermeranno la nostra lotta! La Valle resiste!

CSA Pacì Paciana


murata

La Valle non si arresta!

opfreedom2Nella notte lo Stato Italiano ha condotto un’operazione repressiva in grande stile, il cui intento è chiaro: se da un lato attua in maniera sistematica la militarizzazione di un territorio (la Val Susa) per permettere la realizzazione di opere nocive e speculative, dall’altro attacca con operazioni come quella di questa notte chi alla devastazione del territorio si oppone strenuamente, guarda caso a pochi giorni dal grande corteo No Tav chiamato per inizio Febbraio.

Una retata che ha portato a 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino.

I reati contestati al termine delle indagini condotte dalla Digos della Questura di Torino sono resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento per i fatti avvenuti nell’area del futuro cantiere di Chiomonte il 27 giugno e il 3 Luglio scorso.

Un’operazione che ha la chiara volontà di delegittimare un movimento forte e variegato, che da 20 anni si oppone alla realizzazione di una “grande opera” (il TAV) inutile e che fa solo gli interessi di speculatori e mafie varie.

Si colpisce il movimento No Tav ma in un periodo di crisi si parla a studenti, precari, migranti, pescatori: state tranquilli e al vostro posto, di intimidazioni e manette ce ne sono per tutti.

A Luglio a difendere la Val Susa insieme ai suoi abitanti c’eravamo anche noi, abbiamo toccato con mano quanto la popolazione locale si oppone all’annichilimento del suo territorio e abbiamo visto con i nostri occhi come l’arroganza dello Stato vuole imporre – tramite il controllo militare della Valle – il TAV incurante della mancanza di consenso e delle catastrofiche conseguenze di tale opera.

Quel 3 luglio ad assediare il cantiere del TAV c’eravamo tutti e tutte, solidarietà e complicità con gli arrestati di questa notte!

La lotta contro il TAV non si ferma, sempre al fianco del popolo della Val di Susa!

Liber* tutt*, Val di Susa libera!

Sarà dürä!

csa Pacì Paciana

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Solidarietà ai denunciati per occupazione a Treviglio

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato del Collettivo Tana Libera Tutt* di Treviglio.
A tutti loro la nostra piena solidarietà. 10, 100, 1000 occupazioni!

Comunicato riguardo i fatti del Febbraio 2010 avvenuti a Treviglio

Nel Febbraio 2010, un gruppo di giovani trevigliesi si organizzava per far rivivere uno spazio da anni abbandonato (dal 2005) e restituirlo alla collettività: l’asilo situato a lato della strada cassanese (ex statale 11). L’edificio inselvatichito da anni di inutilizzo e degrado, di proprietà del comune di Treviglio, ma situato su terreno di un privato, necessitava di pulizia e riorganizzazione.

Proprio mentre si sistemava e si puliva, la polizia fece irruzione, pistole alla mano. Identificati e portati in questura li rilasciavano dopo un verbale.

Passati due anni arrivano quattro denunce per invasione/occupazione (Art.633c.p.), ma per il posto in questione nulla è cambiato, utilizzato come se fosse una discarica in balia degli eventi climatici.

Queste denunce non arrivano a caso. Infatti da quel Febbraio quel gruppo di giovani è cresciuto nel numero e nelle attività politiche, diventando un collettivo che si riunisce regolarmente.
Sono stati fatti volantinaggi contro la militarizzazione del territorio e la sua devastazione per effetto delle grandi opere sono state organizzate iniziative antifasciste legate alla resistenza. Attualmente il collettivo si confronta, con i pendolari che utilizzano i mezzi pubblici, riguardo il taglio dei servizi causato dal sistema capitalista grazie al pretesto della crisi.

Non ci si è mai scordati, però, della mancanza di spazi sociali che assilla Treviglio e tutta la Bassa Bergamasca. In questi territori, infatti, non ci sono mai stati spazi in cui si possa vivere una socialità differente da quella imposta dal sistema in cui ci troviamo. Proliferano discoteche e locali a pagamento con enormi incassi spesso per un unico proprietario, in cambio di un sabato sera di alienazione.

Non ci sono mai stati spazi in cui l’attività politica sia gestita dal basso con momenti assembleari aperti a tutti. Proliferano sedi di partiti e politicanti che ci propinano non più credibili promesse di cambiamento. In un periodo in cui si è sempre più oppressi da mutui ed affitti inaccessibili, il bisogno di una casa riguarda sempre più persone, rimangono numerosissimi gli edifici e gli spazi lasciati all’abbandono, non utilizzati per anni, in cui il degrado li deteriora.

Siamo ben consapevoli del fatto che non ci concederanno mai uno spazio dove ci si possa organizzare tutti assieme per creare un’opposizione reale al sistema di cose presenti (ci abbiamo più volte provato), non per questo si avrà la nostra resa. Rilanceremo quindi la questione della mancanza degli spazi a Treviglio con più forza di prima.

Invitiamo tutti i solidali all’udienza prevista per il 27 Gennaio 2012 alle ore 9.00 in via Vincenzo Bellini presso il Giudice di Pace di Treviglio.

Collettivo Tana Libera Tutt* Treviglio

Solidarietà al Popolo Basco

Un passo avanti per la libertà! AMNISTIA OSOA!

Anche Bergamo, in contemporanea con la grande manifestazione di Bilbao per chiedere l’amnistia dei prigioneri politici baschi, è vicina al Popolo Basco.

csa Pacì Paciana

L’ultimo saluto (romano)

Amò turnä. L’abbiamo detto e scritto più volte, abbiamo fatto comunicati, mobilitazioni, incontri, cortei e presidi per denunciare la contiguità tra estrema destra e destra istituzionale italiana, unico caso in Europa. Bergamo non fa eccezione, ultimo esempio il funerale di Mirko Tremaglia, a lungo parlamentare missino, poi confluito in AN, PDL e FLI (qui una biografia del Tremaglia prodotta dall’ex consigliere Vertova, unica voce fuori dal coro di condoglianze pelose e apologetiche).

All’uscita del feretro dalla vecchia sede del MSI e di AN la bara avvolta nel tricolore è stata accolta da alcuni saluti romani, mentre il corteo funebre veniva aperto dagli stessi labari combattentistici presenti anche a raduni nazifascisti, come quello tristemente famoso di Rovetta, che vede la presenza di ufficiali delle SS italiane in divisa e messe officiate dal prete fascista, padre Tam.

Giusto per non pensare all’atto isolato di qualche commosso nostalgico, ricordiamo che il figlioccio politico di Tremaglia, il sindaco Tentorio, è caro amico degli assassini di migranti di Casapound, a cui fornisce spazi comunali per le loro iniziative, e gradito interlocutore dei fascisti di Forza Nuova, che invita ufficialmente a cerimonie istituzionali.

Quindi non prendiamoci in giro, i saluti romani sono li a testimoniarlo: la maggioranza degli attestati di stima che il defunto Tremaglia riceve sono frutto della sua adesione ostinata e costante al fascismo. Davvero qualcuno crede che tutto il seguito dell’ex ragazzo di Salò sia dovuto al suo operato come ministro per gli italiani nel mondo?

E invece è perchè esiste una parte della politica italiana che approva le sue idee e,  più o meno di nascosto, veste ancora oggi la camicia nera, concorde con Tremaglia nell’affermare che “[...]L’Antifascismo non è un valore”.

Ovviamente si sbagliano, come la Storia ci ha insegnato. L’Antifascismo e i valori che da esso derivano sono la base fondante della nostra azione politica, in quanto, al di là di porci in grado di contrastare questi quattro pagliacci con smanie da gerarchetti, permettono di riconoscere e combattere ogni forma di autoritarismo, che può trovare nuova linfa nella situazione di crisi economica attuale.

L’antifascismo è vivo, e non smetteremo mai di praticarlo.

CSA Pacì Paciana