EDUCARE ALLE DIFFERENZE

LOGO VETTORIALE ROMPIAMO SENZA SCRITTE
A pochi giorni dell’atroce notizia dell’aggressione al ragazzino nella provincia di Napoli, Bergamo si sveglia con un episodio di omofobia.
Davanti al liceo scientifico Mascheroni, è stata incisa con una chiave la parola “culo” sulla portiera della macchina di una militante antifascista impegnata anche nel comitato Rompiamo il Silenzio.
Può essere stato chiunque, ma ci viene più naturale pensare che un gesto del genere sia ascrivibile al bullismo adolescenziale dato che, purtroppo, gli omofobi in età adulta preferiscono esprimersi con azioni più dirette alla persona e ben più violente.
Oppure possiamo considerare questo gesto come il prodotto della libertà di espressione, come predicano le sentinelle in piedi; è comunque facile pensare al gesto di un adolescente, data la disattenzione degli istituti scolastici in merito alle tematiche LGBT.

Noi riteniamo che educare alle differenze sia fondamentale. Fondamentale per i nostri figli e per le nostre coscienze.
Il rispetto per il “diverso”, diverso da noi nell’aspetto fisico, nella razza, nella religione, nella cultura, nell’orientamento sessuale, l’abbattimento della visione sessista di questa società, degli stereotipi di genere, riconoscere una persona in quanto individuo. Queste sono per noi prerogative essenziali per una scuola aperta ai problemi sociali e chiediamo che siano valori RISPETTATI ma soprattutto DIVULGATI nelle nostre scuole.
La scuola rappresenta un punto di base per la formazione dell’individuo. Scegliere di non dare spazio a questi temi significa lasciare il processo educativo in totale balia di tutto ciò che il mondo degli adulti può fornire, tra cui anche razzismo, omofobia, sessismo.

Vincenzo, il quattordicenne di Napoli abusato con tale violenza da subire l’asportazione del colon, avrà delle ripercussioni psicologiche che non capiremo mai.
Ma fisicamente si riprenderà.
La portiera della macchina si aggiusterà.
L’ignoranza di questi ragazzi invece, quella rimarrà.
Ed è nostro dovere provare a comunicare con loro, affinchè ognuno sia libero di vivere la propria vita senza essere deriso e umiliato da gente che, in fondo, non è migliore di lui.

FUORI FASCISMO e OMOFOBIA DALLE SCUOLE!

#EXPOFAMALE – FACCIAMOLO SMETTERE

- 4 ottobre ore 16.00 @ piazza Dante, Bergamo

 Assemblea provinciale in avvicinamento alla 2 giorni NOEXPO del 11-12 ottobre

“Dalla BreBeMi a Zingonia: le ricadute di EXPO 2015 sul territorio bergamasco”.

 

- Pullman per corteo NOEXPO 11 ottobre a Milano

Partenza alle ore 13.30 dal piazzale della Malpensata.

Costo 3 €,  per info e prenotazioni scrivere a:  prenotazioni@anche.no

 

#EXPOFAMALE – FACCIAMOLO SMETTERE

exposigarette

I modelli e meccanismi di espropriazione e di sfruttamento che devastano il territorio fisico e il territorio dei diritti sono figli delle logiche neoliberali e trovano nelle grandi opere (non solo nel  TAV Torino-Lione) un canale privilegiato per auto-perpetrarsi facendo leva sulla natura di questi eventi che, come ormai arcinoto, favoriscono la speculazione e l’infiltrazione mafiosa.

Expo 2015 non sfugge a questo sistema, anzi lo amplifica andando ad intaccare non solo la difesa dei territori e il contrasto alle speculazioni ma avendo un forte impatto anche in altri campi tra i quali soprattutto lavoro, politiche di genere e autodeterminazione alimentare. Al netto della sua innegabile centralità non basta catalogare tutto ciò che è in connessione con l’esposizione universale per opporsi a quello che Expo rappresenta.

Expo è sia un acceleratore della speculazione e della devastazione dei territori sia un laboratorio per la creazione di nuovi dispositivi di sfruttamento basati sulla triade debito, cemento e precarietà.

Riconoscere e combattere tali dispositivi serve per capire il sistema intorno all’esposizione universale e per andare oltre la sua specificità.

In questo senso, di seguito riportiamo una analisi preliminare e non conclusiva di tre casi studio in cui si trovano tracce del modello Expo sul territorio bergamasco, sia tramite una connessione diretta e palese sia attraverso la riproduzione di nuovi modelli di predazione capitalistica.

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La Lega di Salvini e i profughi, fra populismo e strane alleanze

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Questa estate abbiamo assistito a un vergognoso teatrino: una squadraccia di militanti della Lega Nord, ispirata del nuovo segretario Matteo Salvini, ha dato vita a un presidio 24/7 all’esterno di una struttura dove venivano ospitati un gruppo di richiedenti asilo politico.
Fra grigliate e provocazioni nei confronti dei profughi, c’è stato anche il tempo di tirare una testata ad un operatore della cooperativa che gestisce l’accoglienza dei richiedenti asilo.
Il protagonista dell’eroico gesto è l’ex sindaco di Ponteranica (il paese dove è locata la struttura) Aldegani, già distintosi in passato per la “sconfessione” dell’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.
I profughi sono stati ospitati presso una struttura inizialmente non prevista per lo scopo, motivo per il quale c’è stato un ridicolo balletto, fatto di improvvisate – e solitarie – riunioni notturne.
Dal primo giorno di presenza dei ragazzi (pressoché tutti di origine africana) la Lega (ospitata dalla Parrocchia che ha concesso seppur a malincuore uno spazio di sua proprietà per il presidio) ha allestito un punto fisso di “monitoraggio” su questi “potenziali clandestini” e ha animato l’estate con una serie di parole d’ordine molto chiare ma spesso volontariamente fuorvianti.

Abbiamo provato a dare una lettura degli atteggiamenti estivi della Lega e del suo segretario, come sintomo di un cambiamento che sta avvenendo all’interno della Lega stessa, senza la pretesa di fornire un’analisi completa sul movimento padano ma dando uno sguardo critico su quanto avvenuto in provincia di Bergamo quest’estate.

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GRANDI OPERE e MEGAEVENTI: LIBERIAMOCENE |11-12ottobre2014 Milano

Pubblichiamo e aderiamo verso la due giorni nazionale NO-EXPO 11-12 ottobre a milano

bannerone

Le cronache e le inchieste delle ultime settimane hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere, da Expo al TAV, passando per Mose e la ricostruzione post sisma de L’Aquila.
Le lotte territoriali e i movimenti non hanno avuto bisogno dei tribunali per svelare questo legame, da anni denunciamo che dietro questi grandi progetti che devastano i territori che attraversano e drenano risorse dalle casse dello Stato, esiste un filo comune di logiche e soggetti che speculano e guadagnano.

Nonostante le evidenze, la macchina va avanti, ineluttabile destino che prescinde dalla volontà politica. Ed ecco come per magia che spuntano commissari speciali e leggi ad hoc, mentre qualche testa salta. Ma come sempre l’incantesimo svanisce e tutto torna come prima, criminalizzazione e repressione delle lotte comprese.

Milano, proiettata verso Expo2015, è l’esempio di questo.

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Nulla è salvo sotto le bombe di Israele

Stop Bombing Gaza

Case, scuole, mercati, asili, ospedali… nulla è salvo sotto le bombe di Israele.

Nel silenzio della comunità internazionale la barbarie dello stato di Israele persevera. Più di mille i civili uccisi dall’8 luglio. Nonostante ciò, il bombardamento indiscriminato viene comunque venduto al mondo come “chirurgico”, in quanto le forze di difesa israeliane si premurerebbero di avvisare telefonicamente i civili dell’attacco imminente.

Oggi il quartiere della Malpensata si è trovato oggetto delle stesse attenzioni. Manifesti a firma dell’Israeli Defence Force sono comparsi su case, scuole, ospedali, mercati e asili, avvisando di abbandonare tutto entro dieci minuti.

Come a Gaza, vivere nell’incessante attesa dei caccia d’Israele.

Come a Gaza, dieci minuti di tempo per salvare sè e i propri famigliari.

Come a Gaza, sperare di fare in tempo e non venire schiacciati dalle macerie di quella che pochi istanti prima chiamavate casa.

Come a Gaza, cercare disperatamente un rifugio sapendo che nessun luogo è sicuro.

Di fronte a tutto questo, restare in silenzio è essere complici del genocidio perpetrato dallo stato di Israele, è far morire mille volte ancora il popolo palestinese.

FREE PALESTINE

STOMP BOMBING GAZA

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