Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai

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Sulla strada, oggi come 70 anni fa a tutelare la nostra città: una città libera, viva, socialmente equa, solidale, sostenibile.
Sempre, non solo il 25 aprile: il nostro posto è contro i nuovi e sempre più crescenti fascismi che, in forma più o meno strisciante, cercano di prendere piede nella bergamasca, confermando il dato europeo delle emergenti destre di Francia, Ucraina e Grecia.
A Bergamo infatti i fascismi sono sempre più numerosi: dai pavidi fascisti del terzo millenio di Casa Pound, protetti e coccolati dalla Questura in ogni loro uscita, che blinda la città per nasconderli, passando per quella sfera che va dalla Lega Nord alla destra istituzionale, arrivando fino all’integralismo cattolico che scende in piazza da dicembre con Forza Nuova, che aderisce ed è presente alle iniziative omofobe delle “Sentinelle in Piedi”.

Noi continuiamo giorno per giorno a combattere queste presenze nella nostra città, perché qui non c’è spazio per fascisti, razzisti e omofobi, mai!
Per questo il nostro posto sarà nelle strade di Bergamo anche il 17 maggio, quando queste Sentinelle e i loro sodali forzanovisti riverseranno il loro malcelato carico di odio e intolleranza nuovamente nella nostra città.
Ma il nostro posto è anche nella provincia, soprattutto in quegli angoli dove il revisionismo storico si annida e permette – anche qui di comune accordo con via Noli – il ribaltamento della verità storica sulle vicende della guerra partigiana.
Ecco quindi che a Rovetta, come ogni anno, viene permesso che centinaia di nostalgici repubblichini e giovani leve neofasciste provenienti da tutta Italia e non solo, si ritrovino per celebrare i caduti della Legione SS Tagliamento, presentati come martiri della crudele vendetta
partigiana, brandendo bandiere dell’RSI condite da saluti romani, svastiche e inni al Duce. Così come a Lovere, dove si dà spazio a squallide commemorazioni per la memoria di podestà assassini, con preti scomunicati che benedicono Dio e il Duce contornati da naziskin e svastiche.

Dallo “sdoganamento” fatto da Violante rispetto ai “ragazzi di Salò”, troppe volte da troppo tempo stiamo infatti assistendo a questa operazione, da fiction come “Il cuore nel pozzo” che pretendono di riscrivere e reinterpretare la Storia a quanto accade nella nostra Valle Seriana. I “poveri ragazzi della Tagliamento” sono gli stessi che si resero responsabili di efferati massacri e di violenze, lasciando una striscia di sangue e morte: dai rastrellamenti dell’Operazione Piave a Bassano fino alle nostre montagne, dagli incendi a Costa Volpino alla rappresaglia di Fonteno, dall’attacco alla Malgalunga fino all’eccidio ai Fondi di Schilpario.

Noi non dimentichiamo: il nostro posto sarà quindi a Bergamo come a Lovere e a Rovetta. Il nostro posto sarà ovunque il fascismo proverà, nelle sue molteplici forme, a violentare nuovamente la nostra città e la nostra provincia.

Come settant’anni fa, su queste strade, ai nostri posti ci ritroverai.

“Alza a battuta zero e fuoco a volontà”.

 

csa Pacì Paciana

Dolce stil novo: sgomberi e manganello!

Sono bastati due giorni per mostrare il vero volto del “Piano per la casa” del governo Renzi: sabato la manifestazione convocata dai movimenti di lotta per la casa a Roma è stata ripetutamente attaccata dalle Forze dell’Ordine che, in piena osservanza delle indicazioni politiche, ha sistematicamente manganellato con un vigore che male si sposa con il faccione sorridente e ruffiano del Sindaco di Firenze.

Non ci stupiamo delle violenze poliziesche, come invece fanno la stampa cosiddetta progressista e qualche “intellettuale”, non crediamo che ci siano poche mele marce fra le Forze dell’Ordine, ma sappiamo benissimo che – dietro a un “cretino” che cammina sul corpo di una ragazza pensando sia uno zainetto – c’è un apparato intero con forti pruriti autoritari e piegato sulle scelte politiche del governo di turno.
L’abbiamo visto a Genova nel 2001 e negli anni a seguire, sia nei cortei che negli angoli bui dove assassini in divisa hanno inchiodato fin troppi ragazzi come Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva…
E l’abbiamo visto anche martedì a Roma, quando un imponente schieramento di forze ha sgomberato con la violenza l’occupazione di un palazzo nel quartiere Montagnola. Famiglie, bambini, anziani, più di 200 persone che avevano occupato un palazzo abbandonato e lasciato al degrado e alla speculazione sono state manganellate con perizia dalla polizia di Renzi e Alfano, le cronache parlano di un’irruzione brutale e almeno 10 feriti fra i manifestanti.

Quando è evidente che la politica non ha o non vuole dare risposte alle questioni sociali ecco che i “nuovi” politici dell’era Renzi impongono l’utilizzo di metodi vecchi, come il manganello, le cariche, i lacrimogeni.
Che in questo Paese ci si debba confrontare giorno dopo giorno con una situazione drammatica diventa ogni giorno più evidente, la “crisi” da tempo ha ormai spinto verso la soglia della povertà sempre più famiglie e precari, ha abbattuto welfare e diritti per rispondere ai ditkat della Troika europea.

Un Piano Casa fatto di botte e sgomberi, politiche sul lavoro (il famigerato Jobs Act) non solo illegittime dal punto di vista normativo (non rispetta le direttive europee sul lavoro a tempo determinato), ma ulteriormente pericolose perchè vanno ad ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori in un processo di precarizzazione sfrenata, una polizia sempre violenta, brutale e totalmente asservita: vi sembra il nuovo che avanza?

Solidali con gli sgomberati di Montagnola (Roma)

c.s.a. Pacì Paciana

L’Otto tutto l’anno

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Riceviamo, pubblichiamo e, ovviamente, supportiamo:

 

L’OTTO TUTTO L’ANNO

Oggi 10 aprile 2014 Bergamo è più rosa e meno grigia.

Abbiamo colorato le luminarie delle mura di città Alta in  solidarietà e  complicità a tutte le donne e a tutti i movimenti femministi e antisessisti che lottano per le liberazioni delle donne e di tutti/e, e perchè l’8 marzo non sia solo una ricorrenza, ma  una pratica quotidiana di lotta!

Siamo stanchi e stanche delle note dinamiche che mettono in ombra il valore aggiunto delle donne.

Siamo stanchi e stanche delle fasulle comparse nelle istituzioni di donne che proclamano il femminismo senza alcun seguito.

Siamo fermamente sempre stati/e contro ogni forma meschina di sottomissione delle fasce cosidette “più deboli” della società, che per potersi esprimere devono aspettare un solo giorno all’anno o devono indossare gli abiti delle serve dei poteri.

Contro ogni intento disegualitario ed eterosessista l’azione diretta è la nostra risposta.
Oggi Bergamo è una città più rosa.

Bergamo antifascista / antisessista

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Gora Euskal Herria Askatuta! VII Settimana di solidarietà con il popolo basco

Torna anche quest’anno a Bergamo la settimana di solidarietà con il popolo basco in collaborazione con EHL Milano.
Dal 4 al 12 aprile incontri, proiezioni, concerti e dibattiti in tutta la città.
Segui qui gli eventi in tutta la Lombardia.

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TOSSICO INDIPENDENTI: oltre la Fini Giovanardi coltiviamo nuovi diritti!!!

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Nel febbraio del 2014 la legge Fini Giovanardi, che regolamentava (ma più che altro, reprimeva) l’utilizzo delle sostanze in Italia è stata abrogata.

Una grande manifestazione a Roma ha anticipato un risultato che associazioni, operatori del settore e cittadini urlavano ormai da tempo: questa era una legge incostituzionale, oltre che ingiusta e miope.
Siamo perciò tornati alla legislazione precedente al 2006, la legge Craxi-Iervolino-Vassalli.
Nel 1993 in un referendum vinse chi chiedeva la depenalizzazione delle cosiddette “droghe leggere” ma nel febbraio 2006, con il pretesto di emanare misure speciali antiterrorismo per le Olimpiadi Invernali, venne emanata la famigerata e liberticida legge Fini Giovanardi.
Purtroppo nella parte riguardante l’anti-doping vi erano indicazioni che cambiavano completamente le leggi sulle sostanze psicotrope portando alla parificazione della “pericolosità” di tutte le sostanze.
Ma tutto ciò non ci appartiene, non è nostro interesse in questo momento storico discutere cosa sia da considerare una “droga leggera” o “droga pesante”: crediamo che un assunzione consapevole ed informata sia ciò che necessitano le persone che usano sostanze.
Siamo liberi di decidere della nostra vita e vogliamo rimanerlo, la repressione feroce di questi anni ha avuto ripercussioni sociali drammatiche, portando migliaia di semplici utilizzatori in carcere o a sanzioni amministrative restrittive e inutili.
Non è con la repressione ma con la conoscenza che si da la libertà di scegliere.
Siamo parte del movimento antiproibizionista, vogliamo affermare un modello dove le persone non sono criminali o tossici ma utilizzatori di sostanze.
In questo cambiamento di prospettiva per la società sappiamo che un grosso contributo lo possono dare – non solo dal punto di vista informativo – tutte quelle associazioni e servizi che si occupano di prevenzione e riduzione del danno e che si confrontano con pochi soldi, leggi repressive e numero di utenti (forzati) sempre più in aumento.
Siamo consapevoli che è giunto il momento di agire il cambiamento e superare il probizionismo, è giunto il momento di andare verso la liberalizzazione e la legalizzazione delle sostanze e andare finalmente oltre la Fini Giovanardi e oltre la Iervolino Vassalli, per rivendicare nuovi diritti!

Bergamo*Antipro