La Lega di Salvini e i profughi, fra populismo e strane alleanze

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Questa estate abbiamo assistito a un vergognoso teatrino: una squadraccia di militanti della Lega Nord, ispirata del nuovo segretario Matteo Salvini, ha dato vita a un presidio 24/7 all’esterno di una struttura dove venivano ospitati un gruppo di richiedenti asilo politico.
Fra grigliate e provocazioni nei confronti dei profughi, c’è stato anche il tempo di tirare una testata ad un operatore della cooperativa che gestisce l’accoglienza dei richiedenti asilo.
Il protagonista dell’eroico gesto è l’ex sindaco di Ponteranica (il paese dove è locata la struttura) Aldegani, già distintosi in passato per la “sconfessione” dell’intitolazione della biblioteca comunale a Peppino Impastato.
I profughi sono stati ospitati presso una struttura inizialmente non prevista per lo scopo, motivo per il quale c’è stato un ridicolo balletto, fatto di improvvisate – e solitarie – riunioni notturne.
Dal primo giorno di presenza dei ragazzi (pressoché tutti di origine africana) la Lega (ospitata dalla Parrocchia che ha concesso seppur a malincuore uno spazio di sua proprietà per il presidio) ha allestito un punto fisso di “monitoraggio” su questi “potenziali clandestini” e ha animato l’estate con una serie di parole d’ordine molto chiare ma spesso volontariamente fuorvianti.

Abbiamo provato a dare una lettura degli atteggiamenti estivi della Lega e del suo segretario, come sintomo di un cambiamento che sta avvenendo all’interno della Lega stessa, senza la pretesa di fornire un’analisi completa sul movimento padano ma dando uno sguardo critico su quanto avvenuto in provincia di Bergamo quest’estate.

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GRANDI OPERE e MEGAEVENTI: LIBERIAMOCENE |11-12ottobre2014 Milano

Pubblichiamo e aderiamo verso la due giorni nazionale NO-EXPO 11-12 ottobre a milano

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Le cronache e le inchieste delle ultime settimane hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere, da Expo al TAV, passando per Mose e la ricostruzione post sisma de L’Aquila.
Le lotte territoriali e i movimenti non hanno avuto bisogno dei tribunali per svelare questo legame, da anni denunciamo che dietro questi grandi progetti che devastano i territori che attraversano e drenano risorse dalle casse dello Stato, esiste un filo comune di logiche e soggetti che speculano e guadagnano.

Nonostante le evidenze, la macchina va avanti, ineluttabile destino che prescinde dalla volontà politica. Ed ecco come per magia che spuntano commissari speciali e leggi ad hoc, mentre qualche testa salta. Ma come sempre l’incantesimo svanisce e tutto torna come prima, criminalizzazione e repressione delle lotte comprese.

Milano, proiettata verso Expo2015, è l’esempio di questo.

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Nulla è salvo sotto le bombe di Israele

Stop Bombing Gaza

Case, scuole, mercati, asili, ospedali… nulla è salvo sotto le bombe di Israele.

Nel silenzio della comunità internazionale la barbarie dello stato di Israele persevera. Più di mille i civili uccisi dall’8 luglio. Nonostante ciò, il bombardamento indiscriminato viene comunque venduto al mondo come “chirurgico”, in quanto le forze di difesa israeliane si premurerebbero di avvisare telefonicamente i civili dell’attacco imminente.

Oggi il quartiere della Malpensata si è trovato oggetto delle stesse attenzioni. Manifesti a firma dell’Israeli Defence Force sono comparsi su case, scuole, ospedali, mercati e asili, avvisando di abbandonare tutto entro dieci minuti.

Come a Gaza, vivere nell’incessante attesa dei caccia d’Israele.

Come a Gaza, dieci minuti di tempo per salvare sè e i propri famigliari.

Come a Gaza, sperare di fare in tempo e non venire schiacciati dalle macerie di quella che pochi istanti prima chiamavate casa.

Come a Gaza, cercare disperatamente un rifugio sapendo che nessun luogo è sicuro.

Di fronte a tutto questo, restare in silenzio è essere complici del genocidio perpetrato dallo stato di Israele, è far morire mille volte ancora il popolo palestinese.

FREE PALESTINE

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Fuori i fascisti dalle nostre città: sabato a Lovere e domenica a tutti a Rovetta!

Riceviamo, aderiamo e inoltriamo:
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«Quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista denigrando i valori della Resistenza, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista» si sta compiendo un reato di apologia di fascismo. Legge n.645/1952.

Questo è esattamente ciò che da decenni avviene a pochi passi da casa nostra – a Rovetta, in provincia di Bergamo – dove ogni anno centinaia di teste rasate, nostalgici del ventennio, pregiudicati per atti di razzismo e violenza si trovano per celebrare le “eroiche gesta” della Legione Tagliamento che includono tortura, incendio di interi paesi, stupri, omicidi e deportazioni perpetrate in tutto il nord Italia. Cerimoniere della giornata Don Giulio Tam, ex-prete lefebvriano scomunicato, che per tutta la mattinata occupa il cimitero comunale – per l’occasione addobbato con bandiere dell’RSI – intonando inni al Duce insieme ai convenuti, provenienti da tutto il Paese e dall’estero in quello che, per numero di partecipanti e importanza, è ormai il principale raduno nazifascista d’Italia.
Per questo motivo i Ribelli della Montagna organizzano un
PRESIDIO ANTIFASCISTA
in concomitanza con il raduno fascista in commemorazione dei vili assassini della Legione Tagliamento, per dire basta anche di fronte all’inerzia di questura, procura e prefettura.
È giunta l’ora di mobilitarsi per ricacciare fascisti e nazisti fuori dalle nostre Valli, come settant’anni fa!
Ci vediamo domenica 25 maggio a Rovetta dalle 9:30 presso il piazzale del mercato estivo in viale Papa Giovanni XXIII.
Il volantino dell’evento, con preghiera di massima diffusione e partecipazione, lo travate qui.
Indicazioni:
- per chi arriva da Bergamo: alla prima rotonda di Clusone proseguire per Castione della Presolana, alla terza rotonda seguire per l’abitato Rovetta immettendosi in viale Papa Giovanni XXIII.
- per chi arriva da Lovere: alla prima rotonda seguire per Castione alla seconda rotonda prendere per Rovetta immettendosi in viale Papa Giovanni XXIII.
Trovate il parcheggio alla seconda via a sinistra (biblioteca comunale): il presidio è a 100 metri dal parcheggio. Seguite le indicazioni.
Fuori i fascisti dalle nostre città!
NO PASARAN
Il ritrovo e la partenza da Bergamo sono fissati per le ore 8.
E aderiamo e rilanciamo con forza il presidio di sabato 24 maggio alle ore 14:30 in piazza XIII Martiri a Lovere organizzato dal collettivo ProvinciaLotta.
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«La lotta contro il fascismo non è finita il 25 aprile ’45. Oggi per le strade liberate dai partigiani ancora si aggirano persone che si richiamano a questa becera e triste ideologia. 
Il 24 maggio un gruppetto di questi nostalgici del duce si radunerà sul lungolago di Lovere con la scusa di commemorare due repubblichini della Legione Tagliamento giustiziati dai partigiani all’indomani della seconda guerra mondiale. La legione e i suoi partecipanti sono noti per le torture, i massacri e le devastazioni compiute nei nostri paesi. Basta chiedere ai nostri nonni per sentirsi raccontare delle atrocità compiute dalla Tagliamento. Sconfitti dalla storia vorrebbero tentare di rifarsi la faccia.
La loro ideologia fomenta solo una guerra tra poveri utile a frenare ogni spinta al reale cambiamento della società. Come sempre cani da guardia di un potere e un sistema economico che affamano con le loro crisi e le loro ingiustizie.
Antifascismo significa lottare contro ogni discriminazione e per l’uguaglianza sociale. Significa capire il ruolo di questi servi del potere e contrastarli metro per metro. Significa negare ogni spazio a chi ci vorrebbe servi ubbidienti con un futuro di miseria e precarietà.
L’antifascismo non si delega, ci si vede in piazza XIII Martiri a Lovere».
 
Per info: http://on.fb.me/1lQ3xKa
Il ritrovo e la partenza da Bergamo sono fissati per le ore 13.

Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai

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Sulla strada, oggi come 70 anni fa a tutelare la nostra città: una città libera, viva, socialmente equa, solidale, sostenibile.
Sempre, non solo il 25 aprile: il nostro posto è contro i nuovi e sempre più crescenti fascismi che, in forma più o meno strisciante, cercano di prendere piede nella bergamasca, confermando il dato europeo delle emergenti destre di Francia, Ucraina e Grecia.
A Bergamo infatti i fascismi sono sempre più numerosi: dai pavidi fascisti del terzo millenio di Casa Pound, protetti e coccolati dalla Questura in ogni loro uscita, che blinda la città per nasconderli, passando per quella sfera che va dalla Lega Nord alla destra istituzionale, arrivando fino all’integralismo cattolico che scende in piazza da dicembre con Forza Nuova, che aderisce ed è presente alle iniziative omofobe delle “Sentinelle in Piedi”.

Noi continuiamo giorno per giorno a combattere queste presenze nella nostra città, perché qui non c’è spazio per fascisti, razzisti e omofobi, mai!
Per questo il nostro posto sarà nelle strade di Bergamo anche il 17 maggio, quando queste Sentinelle e i loro sodali forzanovisti riverseranno il loro malcelato carico di odio e intolleranza nuovamente nella nostra città.
Ma il nostro posto è anche nella provincia, soprattutto in quegli angoli dove il revisionismo storico si annida e permette – anche qui di comune accordo con via Noli – il ribaltamento della verità storica sulle vicende della guerra partigiana.
Ecco quindi che a Rovetta, come ogni anno, viene permesso che centinaia di nostalgici repubblichini e giovani leve neofasciste provenienti da tutta Italia e non solo, si ritrovino per celebrare i caduti della Legione SS Tagliamento, presentati come martiri della crudele vendetta
partigiana, brandendo bandiere dell’RSI condite da saluti romani, svastiche e inni al Duce. Così come a Lovere, dove si dà spazio a squallide commemorazioni per la memoria di podestà assassini, con preti scomunicati che benedicono Dio e il Duce contornati da naziskin e svastiche.

Dallo “sdoganamento” fatto da Violante rispetto ai “ragazzi di Salò”, troppe volte da troppo tempo stiamo infatti assistendo a questa operazione, da fiction come “Il cuore nel pozzo” che pretendono di riscrivere e reinterpretare la Storia a quanto accade nella nostra Valle Seriana. I “poveri ragazzi della Tagliamento” sono gli stessi che si resero responsabili di efferati massacri e di violenze, lasciando una striscia di sangue e morte: dai rastrellamenti dell’Operazione Piave a Bassano fino alle nostre montagne, dagli incendi a Costa Volpino alla rappresaglia di Fonteno, dall’attacco alla Malgalunga fino all’eccidio ai Fondi di Schilpario.

Noi non dimentichiamo: il nostro posto sarà quindi a Bergamo come a Lovere e a Rovetta. Il nostro posto sarà ovunque il fascismo proverà, nelle sue molteplici forme, a violentare nuovamente la nostra città e la nostra provincia.

Come settant’anni fa, su queste strade, ai nostri posti ci ritroverai.

“Alza a battuta zero e fuoco a volontà”.

 

csa Pacì Paciana