Nessuno spazio ai fascisti! Sabato tutti in piazza Tredici Martiri: Lovere è e sempre sarà Antifascista!

Riceviamo, aderiamo e volentieri vi inoltriamo: 

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI!
LOVERE È E SEMPRE SARÀ ANTIFASCISTA! 

Era previsto per sabato 25 maggio un presidio Antifascista a Lovere in piazza Tredici Martiri organizzato da Valle Camonica Antifascista contro il contemporaneo svolgimento della commemorazione da parte dei soliti tristi figuri che – con il pretesto della nostalgica commemorazione di due repubblichini della legione Tagliamento – si raduneranno sul lungolago del paese, tra bandiere della rsi, saluti romani, svastiche, celtiche e inni al duce, capitanati dal prete in camicia nera – don Tam.

Tutto questo a Lovere, paese che ospita la stele in ricordo dei Tredici Partigiani uccisi proprio dalla legione Tagliamento. Monumento, quello in ricordo della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, che i camerati del terzo millennio sfregiano in virtù di un’ideologia con cui l’Italia non è mai riuscita a saldare i conti, dall’amnistia al msi e dallo stragismo degli anni ’70 fino agli squadristi del terzo millennio.

Era previsto per questo sabato, appunto, questo presidio. “Era” perchè a quanto pare il sindaco di Lovere – che ovviamente spalleggia gli amici degli amici e tarpa le ali a chi schifa e rifiuta la presenza di certa gentaglia nel proprio paese – sta cercando in ogni modo di impedire che il presidio antifascista abbia luogo.
Ma noi non ci faremo di certo intimidire! Non lasceremo che la feccia nazifascista si presenti nelle nostre piazze senza che nessuno possa esprimere in maniera civile il proprio dissenso!
Tralasciando le assurde e ridicole motivazioni mosse del primo cittadino, troviamo abominevole il fatto che, se nel paese si consumi un reato di apologia di fascismo alla luce del sole, le autorità lo permettano senza porsi troppi problemi e diano il loro beneplacito consenso, mentre vengono utilizzate le più becere infamate contro chi vuole ribadire una volta per tutte che
LOVERE È E SEMPRE SARÀ ANTIFASCISTA!

Per questo motivo invitiamo tutte le realtà e le persone che si riconoscono nei valori dell’Antifascismo e che come noi disgustano la folle scelta del primo cittadino, a recarsi a Lovere sabato per gridare ad alta voce ancora una volta a tutti quanti che

NESSUNO SPAZIO CI SARÀ MAI PER I FASCISTI NELLE NOSTRE CITTÀ!

Perchè fino a quando questi spettri in camicia nera si aggireranno per le nostre strade richiamandosi a ideologie di violenza e repressione, siamo tutti chiamati a non abbassare la guardia e ad usare le nostre intelligenze e i nostri corpi per impedire ogni loro tentativo di tornare a galla. Solidarietà alla Valle Antifascista!

Appuntamento sabato 25 maggio 2013 alle ore 14 in piazza Tredici Martiri a Lovere.

 

Bergamo Antifascista

Expo 2015: una straordinaria occasione di crescita, di debito, di cemento, di precarietà!

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Una pioggia dorata di soldi, miliardi di visitatori, fatturati che si impennano, una media di 3.4 posti di lavoro per ogni cittadino bergamasco… si vede proprio che qualcuno ha preso alla lettera il neopremier Enrico Letta, quando ha espresso la necessità di avere una “follia visionaria” per l’Expo.

L’incontro organizzato ieri sera dal Rotary club Bergamo presso il ristorante Antica Perosa era ”Expo2015: una straordinaria occasione di crescita”. Già dal titolo dell’incontro si percepisce il delirio allucinatorio da cui siamo circondati dopo le recenti dichiarazioni del neonato governo di largo inciucio.

Crescita di cosa? Noi lo sappiamo bene: di debito, di cemento, di precarietà.

E anche ieri sera l’abbiamo ribadito. Ad alta voce.

NO EXPO!

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…segui il tappeto!

Noi stiamo con Bios Lab!

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In questi anni confusi e frenetici ci è capitato spesso di confrontarci con altre realtà italiane: lo sentiamo come un bisogno, una necessità.
Provare a tessere i fili del comune sentire e del comune agire è momento fondamentale per cercare di uscire dall’isolamento dei movimenti e costruire un qualcosa di forte, impetuoso, che tracimi gli argini.
200 km più a est, lungo la A4 negli anni abbiamo trovato complicità e condivisione: è quella che viviamo con i nostri fratelli e le nostre sorelle che hanno occupato, qualche settimana fa, BIOS LAB a Padova.
Ci basta uno sguardo per capirci, in un corteo o in una festa, in un’assemblea o incordonati insieme.
Hanno preso uno spazio pubblico abbandonato (di proprietà dell’INPS, quell’elefantiaco ente che dovrebbe distribuire welfare e invece è sempre più inadeguato) e l’hanno trasformato in un laboratorio di bi/sogni per tutto un quartiere, restituendolo alla collettività.
Ora Bios Lab è sotto sgombero, mentre l’INPS vuole rigettare questo spazio nell’abbandono.

Giù le mani da Bios Lab, giù le mani dai sogni e dai bisogni!
Da Bergamo a Padova, no pasaran per davvero.

Rassegnazione è paura e complicità!
Contro la rassegnazione pensare l’impensabile!
Contro la paura imparare il coraggio!
Cospirare vuol dire respirare insieme

c.s.a. Pacì Paciana

QUI trovate la raccolta firme a sostegno di BIOS LAB

EXPO: DEBITO, CEMENTO, PRECARIETÀ

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Speculazione immobiliare e finanziaria, predazione del territorio, controllo dei canali di informazione, intrecci politici-mafiosi: queste sono le armi usate dai padroni della crisi per garantirsi la sopravvivenza e l’Expo 2015 ne è un’incredibile sintesi. Opporsi a questo “grande evento” vuol quindi dire opporsi alla crisi e al ricatto del debito, vuol dire opporsi alle nocività e all’economia del cemento coi suoi scempi ambientali realizzati in spregio all’interesse comune, vuol dire combattere la precarietà in ogni sua forma.

Il 2 maggio delegazioni di oltre sessanta paesi sbarcheranno a Bergamo, per la precisione al Centro di Ricerca e Innovazione I.Lab di Italcementi, presso il parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso, per un incontro ufficiale tra i partecipanti all’Expo 2015.

Un incontro in realtà sostanzialmente inutile essendo l’Expo al palo, sottofinanziato e in difficoltà anche nella realizzazione delle infrastrutture più banali, tanto da spingere l’ex governo Monti ad un decreto d’urgenza siglato in fretta e furia il 24 aprile: una legge speciale che fornisce al commissario Giuseppe Sala pieni poteri, permettendogli di saltare le normali procedure, quali ad esempio le seccanti valutazioni di impatto ambientale, in piena continuità con le “grandi opere” e le “grandi emergenze” del tandem Berlusconi-Bertolaso.

Ma il compito del commissario in questo momento resta quello di fornire ai delegati internazionali un biglietto da visita che nasconda l’incompetenza della governance dietro la retorica dell’eccellenza italiana; la scelta del centro ricerche Italcementi è dunque densa di significati: Italcementi è un potere forte del nostro paese che tra salotti buoni della finanza e predazione del territorio, decide di investire ingenti risorse in un’operazione di immagine tesa a fare apparire green e innovativa un’azienda a cui il grigio del suo cemento si addice molto di più.

Il centro di ricerca Italcementi viene infatti presentato come edificio a impatto zero, da cui escono brevetti “rivoluzionari” come il “cemento trasparente”, mentre intanto, solo per citare alcuni esempi, la cemeneteria del gruppo a Rezzato è inserita in una delle aree più inquinate d’Europa, e a Colleferro l’impianto Italcementi viene sequestrato per le emissioni nocive prodotte.

Non poteva essere fatta scelta migliore, dato che i signori del cemento e della finanza, coperti da una patina di green capitalism, che ospitano i partner internazionali di expo, danno, se ancora ce ne fosse bisogno, il senso di questa esposizione universale: debito cemento precarietà.

Contro l’Expo e il sistema che rappresenta è giunta l’ora di presentare il nostro biglietto da visita, quello di chi rifiuta la crisi e chi la cavalca, di chi si oppone allo sfruttamento dei territori, contro il capitalismo predatore di ricchezze comuni e generatore di precarietà, costruendo pratiche collettive di riconquista delle nostre esistenze lungo tutti i loro assi: reddito, casa, mobilità, sapere, affetti.

Appuntamento giovedì 2 Maggio alle 14.30 presso Piazza Vittorio Veneto a Bergamo.

…segui il tappeto!

[Antifa bassa bergamasca] IL FASCISMO NON PASSERÀ

Riceviamo e volentieri inoltriamo:

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Rivendichiamo l’affissione dei manifesti antifascisti a Romano di Lombardia

IL FASCISMO NON PASSERÀ

25 aprile 2013

Sono passati 68 anni da quando venne proclamata, da parte del CLNAI, l’insurrezione in tutta Italia.

Sono passati 68 anni da quell’aprile in cui i compagni partigiani tentarono di debellare il morbo fascista. Fu una vittoria solo parziale.

Oggi ci ritroviamo di nuovo a dover lottare contro i nuovi camerati (che ben poco hanno di nuovo), vittime inconsapevoli dell’ignoranza e di una cecità demente, servi del revisionismo e dell’odio, burattini nelle mani di un Potere che affama.

La Resistenza non è finita nell’aprile del ’45, non è finita con i Gap né con la volante rossa; la resistenza continua con noi, in tutte le lotte che ci fanno compagni e fratelli.

La libertà è oggi come ieri da costruire da conquistare.
E allora ce la prenderemo, la estrarremo dalle macerie di una storia che è stata accecata e violentata da chi svende studenti e lavoratori elemosinando un inconsistente welfare state.
Libertà di studiare senza pesare sulle nostre famiglie, di lavorare senza essere ricattati, di decidere se e quando andare a vivere da soli senza essere condizionati dal mercato, libertà di spostarci liberamente ovunque vogliamo, emigrare o immigrare con la dignità di persone.
La libertà che vogliamo va rivendicata ogni singolo giorno, perché nessuna giovinezza deve essere di nuovo spezzata, né con la militarizzazione e la repressione nelle strade né con la violenza di leggi restrittive e mercati spietati.

Resisteremo tenendo bene a mente che il fucile non va mai posato, nessuna agibilità agli infami fascisti!

La Memoria con la “M” non può e non deve essere relegata in un angolo polveroso del cervello; deve essere lucida e sempre presente:

IL 25 APRILE NON E’ UNA RICORRENZA, ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Antifa bassa bergamasca