Fuori i fascisti dalle nostre città: sabato a Lovere e domenica a tutti a Rovetta!

Riceviamo, aderiamo e inoltriamo:
rovetta

 

«Quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista denigrando i valori della Resistenza, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista» si sta compiendo un reato di apologia di fascismo. Legge n.645/1952.

Questo è esattamente ciò che da decenni avviene a pochi passi da casa nostra – a Rovetta, in provincia di Bergamo – dove ogni anno centinaia di teste rasate, nostalgici del ventennio, pregiudicati per atti di razzismo e violenza si trovano per celebrare le “eroiche gesta” della Legione Tagliamento che includono tortura, incendio di interi paesi, stupri, omicidi e deportazioni perpetrate in tutto il nord Italia. Cerimoniere della giornata Don Giulio Tam, ex-prete lefebvriano scomunicato, che per tutta la mattinata occupa il cimitero comunale – per l’occasione addobbato con bandiere dell’RSI – intonando inni al Duce insieme ai convenuti, provenienti da tutto il Paese e dall’estero in quello che, per numero di partecipanti e importanza, è ormai il principale raduno nazifascista d’Italia.
Per questo motivo i Ribelli della Montagna organizzano un
PRESIDIO ANTIFASCISTA
in concomitanza con il raduno fascista in commemorazione dei vili assassini della Legione Tagliamento, per dire basta anche di fronte all’inerzia di questura, procura e prefettura.
È giunta l’ora di mobilitarsi per ricacciare fascisti e nazisti fuori dalle nostre Valli, come settant’anni fa!
Ci vediamo domenica 25 maggio a Rovetta dalle 9:30 presso il piazzale del mercato estivo in viale Papa Giovanni XXIII.
Il volantino dell’evento, con preghiera di massima diffusione e partecipazione, lo travate qui.
Indicazioni:
- per chi arriva da Bergamo: alla prima rotonda di Clusone proseguire per Castione della Presolana, alla terza rotonda seguire per l’abitato Rovetta immettendosi in viale Papa Giovanni XXIII.
- per chi arriva da Lovere: alla prima rotonda seguire per Castione alla seconda rotonda prendere per Rovetta immettendosi in viale Papa Giovanni XXIII.
Trovate il parcheggio alla seconda via a sinistra (biblioteca comunale): il presidio è a 100 metri dal parcheggio. Seguite le indicazioni.
Fuori i fascisti dalle nostre città!
NO PASARAN
Il ritrovo e la partenza da Bergamo sono fissati per le ore 8.
E aderiamo e rilanciamo con forza il presidio di sabato 24 maggio alle ore 14:30 in piazza XIII Martiri a Lovere organizzato dal collettivo ProvinciaLotta.
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«La lotta contro il fascismo non è finita il 25 aprile ’45. Oggi per le strade liberate dai partigiani ancora si aggirano persone che si richiamano a questa becera e triste ideologia. 
Il 24 maggio un gruppetto di questi nostalgici del duce si radunerà sul lungolago di Lovere con la scusa di commemorare due repubblichini della Legione Tagliamento giustiziati dai partigiani all’indomani della seconda guerra mondiale. La legione e i suoi partecipanti sono noti per le torture, i massacri e le devastazioni compiute nei nostri paesi. Basta chiedere ai nostri nonni per sentirsi raccontare delle atrocità compiute dalla Tagliamento. Sconfitti dalla storia vorrebbero tentare di rifarsi la faccia.
La loro ideologia fomenta solo una guerra tra poveri utile a frenare ogni spinta al reale cambiamento della società. Come sempre cani da guardia di un potere e un sistema economico che affamano con le loro crisi e le loro ingiustizie.
Antifascismo significa lottare contro ogni discriminazione e per l’uguaglianza sociale. Significa capire il ruolo di questi servi del potere e contrastarli metro per metro. Significa negare ogni spazio a chi ci vorrebbe servi ubbidienti con un futuro di miseria e precarietà.
L’antifascismo non si delega, ci si vede in piazza XIII Martiri a Lovere».
 
Per info: http://on.fb.me/1lQ3xKa
Il ritrovo e la partenza da Bergamo sono fissati per le ore 13.

Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai

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Sulla strada, oggi come 70 anni fa a tutelare la nostra città: una città libera, viva, socialmente equa, solidale, sostenibile.
Sempre, non solo il 25 aprile: il nostro posto è contro i nuovi e sempre più crescenti fascismi che, in forma più o meno strisciante, cercano di prendere piede nella bergamasca, confermando il dato europeo delle emergenti destre di Francia, Ucraina e Grecia.
A Bergamo infatti i fascismi sono sempre più numerosi: dai pavidi fascisti del terzo millenio di Casa Pound, protetti e coccolati dalla Questura in ogni loro uscita, che blinda la città per nasconderli, passando per quella sfera che va dalla Lega Nord alla destra istituzionale, arrivando fino all’integralismo cattolico che scende in piazza da dicembre con Forza Nuova, che aderisce ed è presente alle iniziative omofobe delle “Sentinelle in Piedi”.

Noi continuiamo giorno per giorno a combattere queste presenze nella nostra città, perché qui non c’è spazio per fascisti, razzisti e omofobi, mai!
Per questo il nostro posto sarà nelle strade di Bergamo anche il 17 maggio, quando queste Sentinelle e i loro sodali forzanovisti riverseranno il loro malcelato carico di odio e intolleranza nuovamente nella nostra città.
Ma il nostro posto è anche nella provincia, soprattutto in quegli angoli dove il revisionismo storico si annida e permette – anche qui di comune accordo con via Noli – il ribaltamento della verità storica sulle vicende della guerra partigiana.
Ecco quindi che a Rovetta, come ogni anno, viene permesso che centinaia di nostalgici repubblichini e giovani leve neofasciste provenienti da tutta Italia e non solo, si ritrovino per celebrare i caduti della Legione SS Tagliamento, presentati come martiri della crudele vendetta
partigiana, brandendo bandiere dell’RSI condite da saluti romani, svastiche e inni al Duce. Così come a Lovere, dove si dà spazio a squallide commemorazioni per la memoria di podestà assassini, con preti scomunicati che benedicono Dio e il Duce contornati da naziskin e svastiche.

Dallo “sdoganamento” fatto da Violante rispetto ai “ragazzi di Salò”, troppe volte da troppo tempo stiamo infatti assistendo a questa operazione, da fiction come “Il cuore nel pozzo” che pretendono di riscrivere e reinterpretare la Storia a quanto accade nella nostra Valle Seriana. I “poveri ragazzi della Tagliamento” sono gli stessi che si resero responsabili di efferati massacri e di violenze, lasciando una striscia di sangue e morte: dai rastrellamenti dell’Operazione Piave a Bassano fino alle nostre montagne, dagli incendi a Costa Volpino alla rappresaglia di Fonteno, dall’attacco alla Malgalunga fino all’eccidio ai Fondi di Schilpario.

Noi non dimentichiamo: il nostro posto sarà quindi a Bergamo come a Lovere e a Rovetta. Il nostro posto sarà ovunque il fascismo proverà, nelle sue molteplici forme, a violentare nuovamente la nostra città e la nostra provincia.

Come settant’anni fa, su queste strade, ai nostri posti ci ritroverai.

“Alza a battuta zero e fuoco a volontà”.

 

csa Pacì Paciana

Dolce stil novo: sgomberi e manganello!

Sono bastati due giorni per mostrare il vero volto del “Piano per la casa” del governo Renzi: sabato la manifestazione convocata dai movimenti di lotta per la casa a Roma è stata ripetutamente attaccata dalle Forze dell’Ordine che, in piena osservanza delle indicazioni politiche, ha sistematicamente manganellato con un vigore che male si sposa con il faccione sorridente e ruffiano del Sindaco di Firenze.

Non ci stupiamo delle violenze poliziesche, come invece fanno la stampa cosiddetta progressista e qualche “intellettuale”, non crediamo che ci siano poche mele marce fra le Forze dell’Ordine, ma sappiamo benissimo che – dietro a un “cretino” che cammina sul corpo di una ragazza pensando sia uno zainetto – c’è un apparato intero con forti pruriti autoritari e piegato sulle scelte politiche del governo di turno.
L’abbiamo visto a Genova nel 2001 e negli anni a seguire, sia nei cortei che negli angoli bui dove assassini in divisa hanno inchiodato fin troppi ragazzi come Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva…
E l’abbiamo visto anche martedì a Roma, quando un imponente schieramento di forze ha sgomberato con la violenza l’occupazione di un palazzo nel quartiere Montagnola. Famiglie, bambini, anziani, più di 200 persone che avevano occupato un palazzo abbandonato e lasciato al degrado e alla speculazione sono state manganellate con perizia dalla polizia di Renzi e Alfano, le cronache parlano di un’irruzione brutale e almeno 10 feriti fra i manifestanti.

Quando è evidente che la politica non ha o non vuole dare risposte alle questioni sociali ecco che i “nuovi” politici dell’era Renzi impongono l’utilizzo di metodi vecchi, come il manganello, le cariche, i lacrimogeni.
Che in questo Paese ci si debba confrontare giorno dopo giorno con una situazione drammatica diventa ogni giorno più evidente, la “crisi” da tempo ha ormai spinto verso la soglia della povertà sempre più famiglie e precari, ha abbattuto welfare e diritti per rispondere ai ditkat della Troika europea.

Un Piano Casa fatto di botte e sgomberi, politiche sul lavoro (il famigerato Jobs Act) non solo illegittime dal punto di vista normativo (non rispetta le direttive europee sul lavoro a tempo determinato), ma ulteriormente pericolose perchè vanno ad ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori in un processo di precarizzazione sfrenata, una polizia sempre violenta, brutale e totalmente asservita: vi sembra il nuovo che avanza?

Solidali con gli sgomberati di Montagnola (Roma)

c.s.a. Pacì Paciana

L’Otto tutto l’anno

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Riceviamo, pubblichiamo e, ovviamente, supportiamo:

 

L’OTTO TUTTO L’ANNO

Oggi 10 aprile 2014 Bergamo è più rosa e meno grigia.

Abbiamo colorato le luminarie delle mura di città Alta in  solidarietà e  complicità a tutte le donne e a tutti i movimenti femministi e antisessisti che lottano per le liberazioni delle donne e di tutti/e, e perchè l’8 marzo non sia solo una ricorrenza, ma  una pratica quotidiana di lotta!

Siamo stanchi e stanche delle note dinamiche che mettono in ombra il valore aggiunto delle donne.

Siamo stanchi e stanche delle fasulle comparse nelle istituzioni di donne che proclamano il femminismo senza alcun seguito.

Siamo fermamente sempre stati/e contro ogni forma meschina di sottomissione delle fasce cosidette “più deboli” della società, che per potersi esprimere devono aspettare un solo giorno all’anno o devono indossare gli abiti delle serve dei poteri.

Contro ogni intento disegualitario ed eterosessista l’azione diretta è la nostra risposta.
Oggi Bergamo è una città più rosa.

Bergamo antifascista / antisessista

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Gora Euskal Herria Askatuta! VII Settimana di solidarietà con il popolo basco

Torna anche quest’anno a Bergamo la settimana di solidarietà con il popolo basco in collaborazione con EHL Milano.
Dal 4 al 12 aprile incontri, proiezioni, concerti e dibattiti in tutta la città.
Segui qui gli eventi in tutta la Lombardia.

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